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La raccolta differenziata a Vietri
 
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Il Giornale Di VIETRI PDF Stampa E-mail
Scritto da Moderatore   
Sabato 24 Aprile 2010 17:16

Apre su progettoVIETRI la sezione dedicata a "Il Giornale Di VIETRI"

 
Alto Tradimento PDF Stampa E-mail
Scritto da Moderatore   
Lunedì 19 Aprile 2010 11:52
altotradimento
Ultimo aggiornamento Lunedì 19 Aprile 2010 11:56
 
DC: SIAMO VIVI E INTERESSATI A COSTRUIRE UNO SPAZIO POLIICO PER I CATTOLICI PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Potenza   
Mercoledì 24 Febbraio 2010 18:55

“Mi dispiace non aver potuto partecipare ieri al “funerale” della Dc celebrato nella Parrocchia di Santa Maria con l’incontro promosso dall’Azione Cattolica, ma impegni legati all’imminente congresso regionale di domenica 28 febbraio a Ferrandina e quindi riunioni per conoscere cittadini che, evidentemente, credono che la Dc sia viva non me lo hanno consentito”. E’ il commento del segretario regionale della Dc Giuseppe Potenza. “Basterebbe semplicemente ricordare la recente adesione alla Dc dell’assessore e del consigliere comunale di Policoro Saverio Carbone e Cosimo Simone per smentire – dice Potenza – quanti ritengono la nostra esperienza politica impossibile. Solo due anni fa – il 17 febbraio 2008 – a Potenza tenemmo il XX Congresso (l’ordine per noi è cronologico perché abbiamo ripreso l’eredità della gloriosa DC lucana senza nessuna interruzione) con una parola d’ordine che – ricordo – creò più di qualche preoccupazione nel panorama politico regionale. La parola d’ordine allora era “Torna la DC in Basilicata per rinnovare il patto con i lucani su valori popolari e sul futuro della Basilicata”. Era un’impresa difficile e lo è ancora oggi, ma in due anni abbiamo fatto molta strada, raccolto consensi, riaperto circoli, riavvicinato alla politica tanti giovani sfiduciati, abbiamo rilanciato la presenza dello scudo crociato, contiamo su amministratori comunali.  In un’era di “pentitismo generalizzato”, anzi con chi siede in Consiglio Regionale grazie alla storia della Dc e ai voti dei cattolici (ben 16 consiglieri su 30) e si vergogna del suo passato, insieme al calore, all’affetto della gente comune,  possiamo essere soddisfatti di essere tornati ad essere “punto di riferimento” per i lucani, per i cattolici che credono nella politica come servizio, come accadeva negli anni sessanta-settanta quando la Dc era il partito votato da un lucano su due. E’ evidente  e vorrei dirlo con chiarezza ai dirigenti di Azione Cattolica come ai consiglieri comunali Lacerra e Liccione che noi puntiamo sui valori dei cattolici e pertanto da vivi siamo interessati a definire quale spazio politico si deve aprire per i cattolici che non vogliono rinunciare ad essere protagonisti della politica. E’ questa la molla ideale che ci spinge, da pochi anni in prima linea, nella difficile e faticosa missione di tenere viva la presenza dei democristiani. L’obiettivo ambizioso a cui non rinunciamo e che raggiungeremo con la regionalizzazione del partito è di mettere a disposizione una “casa” e un “simbolo”.

 
ELEZIONI: DC, UNA MEDIAZIONE NEL CONVENTO DEI FRATI DI VIETRI DI PZ PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Potenza   
Mercoledì 03 Febbraio 2010 10:27

La Dc, da partito del centrodestra ma autonomo, si candida a svolgere un ruolo di “mediazione” tra Magdi Cristiano Allam e il gruppo dirgente lucano del Pdl per individuare una soluzione unitaria per la candidatura alla Presidenza della Regione, alternativa al centrosinistra”. E' quanto dichiara il segretario regionale della Dc Giuseppe Potenza, per il quale “la presa di posizione del sen. Cosimo Latronico che, per la sua storia e passione, è una delle migliori espressioni dell'area cattolica del Pdl, apre uno spiraglio di dialogo dimostrando che nel Pdl non ci sono solo “falchi” ma anche “colombe”. Se allora, come dice il sen. Latronico, l'obiettivo comune è quello di mandar via dal Governo della Regione una sinistra che ha imposto un potere egemonico, clientelare, per affrancare questa terra ricca dalla sua condizione di povertà e di ingiustizia, una sinistra che ha emarginato i cattolici, allora – aggiunge – il dialogo ha solo bisogno di una sede. Di qui la nostra proposta che riprende quella della convocazione di una «nuova Camaldoli» per i cattolici oggi emarginati dalla politica di un incontro presso il Convento dei Frati Minori Cappuccini di Vietri di Potenza, con la presenza innanzitutto di quanti nel centrodestra si richiamano ai valori cristiani. Dinanzi alla gravità dell’attuale declino etico, sociale, economico e politico che si registra da tempo in Basilicata, dove il dibattito è tutto centrato su organigrammi di candidature in vista delle regionali, noi, a costo di sembrare “gli ultimi romantici fuori della storia”, non rinunciamo al nostro obiettivo di ricomporre l’arcipelago cattolico senza posizioni subalterne”.  “Siamo consapevoli – ha proseguito  delle grandi difficoltà, ma siamo anche convinti che i cattolici non possano continuare ad essere semplici testimoni assenti e distratti e che, pertanto, qualcuno debba assumere una iniziativa forte per quel ‘coordinamento permanente’ invocato da più parti di tutti i gruppi d’ispirazione cattolica per un rinnovato impegno politico. Dinanzi ad uno scenario sempre più distante dalle nostre tradizioni culturali e politiche – ha continuato – emerge con forza l’esigenza che, come ha anche recentemente ricordato Benedetto XVI, i cattolici si riapproprino del loro ruolo sociale e politico a difesa di quei valori naturali che sono anche principi laici espressamente sanciti dalla nostra Costituzione.
Le Regioni –ha aggiunto Potenza- possono avere un ruolo significativo in tutta una serie di materie (famiglia, precariato, diritti umani, servizi sociali e assistenziali, solidarietà e sussidiarietà, tutela dell’ambiente, ecc.) dove possono trovare applicazione i principi della dottrina sociale cristiana; credo che sia questo il livello da cui debba ripartire il protagonismo del cattolicesimo politico in sintonia con quei partiti che si riconoscano in programmi ispirati a detti principi. Il ruolo della politica, in sostanza, non deve esaurirsi nel mandato elettorale: abbiamo il paradosso di una politica 'costretta' a fare continue promesse per soddisfare le aspettative degli elettori, che si scontra poi con l'impossibilita' di mantenerle. Perciò la gente deve tornare a contare con la partecipazione politica e sociale dei cittadini e attraverso una rinnovata vitalita' delle organizzazioni sociali, strumenti di sussidiarieta'. Abbiamo bisogno oggi di una politica che responsabilizzi, che ''faccia fare'', anziche' fare direttamente, che provochi assunzioni di responsabilita', che educhi ai doveri come condizione e quadro di riferimento per i diritti''.

Ultimo aggiornamento Domenica 07 Febbraio 2010 16:04
 
Magdi Cristiano Allam probabile candidato del PDL in Basilicata PDF Stampa E-mail
Scritto da Claudio Buono   
Giovedì 21 Gennaio 2010 12:23

L'eurodeputato Magdi Cristiano Allam sarà molto probabilmente il candidato del centrodestra nella corsa alla presidenza della Basilicata. A confermarlo è stato lo stesso Allam nel corso di un collegamento telefonico con 'Porta a Portà. Premettendo di "essere un indipendente" e di aver partecipato alle elezioni europee solo con l'appoggio dell'Udc al nord-ovest, Allam ha detto: "Sto valutando con il Pdl la mia candidatura come indipendente per la basilicata, ci sarà una lista del presidente sostenuta da una lista del Pdl. L'ufficialità - ha concluso -ci sarà dopo un incontro che avrò domani con il presidente Berlusconi".

 

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Ultimo aggiornamento Domenica 07 Febbraio 2010 16:01
 
Debutta il partito di Rutelli PDF Stampa E-mail
Scritto da Moderatore   
Domenica 13 Dicembre 2009 17:46

apiPARMA

L'Api di Francesco Rutelli nasce senza lustrini, senza gadget, senza vip da prima fila. Anzi, uno c'è. E quando l'imprenditore Patrizio Bertelli prende la parola dal palco il clima tiepido si scalda di colpo. «A Bonn il nostro premier ci ha messo in una condizione scandalosa di fronte all'opinione pubblica mondiale...».

I mille in platea si spellano le mani e anche Rutelli si scioglie in un applauso. «Mio figlio - riprende il filo l'ad del gruppo Prada - mi ha chiesto se non è possibile fare l' impeachment al premier». E meno male che non voleva parlare di Berlusconi e che si era definito «un agnostico» della politica: «Dobbiamo creare le condizioni per buttare fuori questo signore dal Parlamento italiano». Critica come «inammissibili» gli incentivi alla Fiat. Attacca Bassolino per la «vergogna» dei rifiuti a Napoli, causata da «incapaci che ancora governano invece di essere cacciati a calci nel sedere ». Se la prende con il Pd «che non fa opposizione» e con i parlamentari da salotto: «Ormai la politica si fa a Porta a Porta , Matrix , Ballarò , Otto e mezzo ... » .

Di Fini pensa che stia facendo «discorsi di buon senso». Di Marrazzo che il problema non è lui, quanto «i 40 mila viados autorizzati a prostituirsi». Amico di Rutelli «da una vita», tanto che l'ex sindaco era sceso dal palco per abbracciarlo, il marito di Miuccia Prada consegna agli atti dell'assemblea nazionale un intervento da discesa in campo. Ma lui giura di no, è solo che non ne può più di come vanno le cose: «Non mi va di impegnarmi in un partito, non ho queste pretese». Davvero non sogna un seggio? «Mamma mia!». E l'Api? Le piace il logo tricolore? «Terribile».

Rutelli se ne va col sorriso: «C'è un bellissimo clima, sono molto soddisfatto. Avete visto quanta gente? E Bertelli, lo avete sentito?». Il sondaggista Piepoli gli dice che l'Api ha l'1% di bacino reale e il 30% di bacino potenziale, ma lui si mostra cauto: «Aspettiamo. Siamo gente umile, noi. Alle Regionali ci saremo in tutta Italia, ma per le alleanze c'è tempo». L'idea è stringere intese locali con l'Udc e anche con il Pd. Aprendo i lavori Rutelli aveva letto un messaggio a Napolitano: «Il più alto punto di garanzia per tutti gli italiani». In perfetta sintonia col Quirinale, tiene fuori la sua nuova creatura dalla «esasperazione politica» e si accolla il «dovere imprescindibile» di riportare l'equilibrio delle isti­tuzioni «verso il centro e non verso le estreme».

La scenografia è volutamen­te austera. I soldi sono pochi e il messaggio - indirizzato a piccoli e medi imprenditori, professionisti, giovani partite Iva - è che non vanno sprecati. La moglie del leader, Barbara Palombelli, è in venticinquesima fila. Colonna sonora: Meraviglioso dei Negramaro. Pantheon: De Gasperi e Barack Obama, Falcone e Borsellino, Coppi e Bartali, Madre Teresa e Giovanni Paolo II. Ma l'Api non sarà «il partito dei cattolici né dei moderati». E l'apertura a Fini? «Perché no, dipende da lui» insiste Rutelli. Sul palco Dellai, Tabacci, Linda Lanzillotta, Calearo, Vernetti, Pisicchio, Calgaro, Mosella, Giuliano da Empoli, Ubaldi... Un partito di fuoriusciti? «No - smentisce Dellai -. È la politica che è fuoriuscita dall'Italia». E oggi, da Israele, un messaggio di Kadima, il partito che Rutelli sogna di replicare con Fini e Casini.

[da il corriere della sera 12 dicembre 2009]

 

Il video della prima giornata [11 dicembre 2009]

http://www.radioradicale.it/scheda/293029/lassemblea-nazionale-del-movimento-alleanza-per-litalia

Il video della seconda giornata [12 dicembre 2009]

http://www.radioradicale.it/scheda/293030/lassemblea-nazionale-del-movimento-alleanza-per-litalia-seconda-giornata

 

Ultimo aggiornamento Domenica 13 Dicembre 2009 18:01
 
RAPINA A VIETRI PDF Stampa E-mail
Scritto da Moderatore   
Mercoledì 09 Dicembre 2009 12:58

Alle ore 10 circa di stamattina, un rapinatore armato di semplici forbici, si è introdotto nei locali di bancapulia di vietri di potenza riuscendo a "sottrarre" il contenuto della cassa che, pare, contenesse diverse migliaia di euro.

Atmosfera natalizia!

[a breve gli aggiornamenti più dettagliati]

 
Martorano fa chiarezza PDF Stampa E-mail
Scritto da Moderatore   
Martedì 08 Dicembre 2009 18:29

«Non sarò il candidato del Pdl»

Martorano fa chiarezza: «Nessuna intesa per poter giustificare la scelta»

Il tira-e-molla è durato forse troppo e alla fine è stato lo stesso Attilio Martorano a mettere fine alle aspettative e alle voci che si rincorrevano sui tavoli della politica lucana. Lo fa con una lettera breve e rigorosa in cui chiude ogni spazio di ulteriore trattativa. L'ex numero uno di Confindustria sa bene che da tempo «molti mi considerano candidato alla presidenza della Regione per lo schieramento di centro destra ». Senza entrare nel "merito", «con questa parte politica, non c'è stata un'intesa tale da determinare l'inizio di un percorso comune».

E «oggi, alla vigilia delle importanti scelte che le scadenze elettorali impongono, sento il dovere di chiarire, in modo inequivocabile, la mia indisponibilità ad assumere impegni in tal senso». Si allontana Martorano, si allontana dal centrodestra, ma, in generale, si allontana da quei tavoli su cui spiega  non ha trovato sfogo la ricerca di «un approccio nuovo alla cosa pubblica». Erano le speranze che aveva riposto nell'avventura iniziata al servizio della "società civile".

Erano trascorse poche settimane dalle dimissioni da Confindustria, era il 17 ottobre quando a una platea piuttosto gremita del Park Hotel di Potenza aveva spiegato che nella Basilicata «fanalino di coda della crescita dell'area più debole dell'intera Europa» si era cercato «di dire che tutto andava bene, che addirittura qualcuno stava tentando di esagerare nella rappresentazione della crisi». Per questo nasceva l'associazione Fare Basilicata, «per aprire un dibattito libero aveva detto nella società civile per arricchire il confronto con la politica». A cui aveva lanciato l'amo. Oggi, però, il passo indietro istituzionale. Resta in campo a livello "civico" promettendo rinnovato impegno con l'associazione. Ma proprio dal Pdl la replica immediata, una sponda (tardiva?) all'azione civile. Perché Fare Basilicata «era ed è uno dei soggetti con i quali il Pdl intendeva ed intende, al di la dei ruoli, costruire un progetto di alternativa al centrosinistra lucano», spiega una nota del coordinatore regionale del Pdl Guido Viceconte e del vice coordinatore vicario Egidio Digilio che suggella come unitaria questa posizione. Si tratta dell'orientamento «che ci guiderà per costruire alleanze e programmi». Ovvero, giurano, non rinunceranno al contributo. Sempre che Martorano sia ancora disposto a fornirlo. In fondo è proprio lo "schema antico" della politica che aveva cercato di smuovere al Park hotel. Senza riscontro, stando alla nota in cui ricorda il tentativo di dialogo «con diversi rappresentanti della politica regionale» incontrando, invece, «molti veti e molte difficoltà lungo il cammino, poche vere ambizioni al cambiamento capaci di aprire una nuova stagione di riforme». Sembra, però, che questa avventura stoppata sul crinale del centrodestra non abbia fatto naufragare l'intesa che Martorano ha con il commissario Asi e sindaco di Melfi del centrodestra, Ernesto Navazio. Ticket d'intenti e di modello. Anche su questo facile intuire un richiamo tra le righe di una «politica lucana che esprime diverse figure animate da grande spinta ideale e da altrettanta capacità e competenza. Sono persone spesso isolate e fuori da rigide logiche di schieramento, vissute più come minaccia che come opportunità». Ecco perché, ne è sicuro, «proprio da qui bisognerebbe ripartire».

 

[il quotidiano della basilicata. Lunedì 7 dicembre 2009. pagina 6]

Ultimo aggiornamento Martedì 08 Dicembre 2009 18:57
 
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