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E' di questi giorni la notizia che il TAR di Basilicata ha pronunciato la sospensiva del provvedimento di revoca del Presidente del Consiglio Comunale di Vietri di Potenza, sig. Cirone Lugi; viene annullata la deliberazione del Consiglio comunale del 29/02/09 avente ad oggetto: "Proposta di revoca del Presidente del consiglio comunale". I motivi dell'annullamento riguardano la carenza o manifesta illogicità di motivazione, e la mancata acquisizione del parere di regolarità tecnica.
Sostanzialmente il TAR dichiara che non sussiste nel comportamento del Presidente la violazione delle regole di imparzialità e rappresentanza istituzionale, e che le motivazioni presentate dalla maggioranza consiliare sono solo di natura politica e non possono essere causa di revoca. Il voto di astensione espresso dal Presidente in occasione di alcune votazioni non determina il venir meno della neutralità. Il voto di astensione, atto che di per sé, non è manifestazione di volontà, ma segno inequivoco di non partecipazione alla formazione della volontà consiliare. Se l'ufficio di presidenza fosse soggetto a valutazione politica, verrebbe svuotato del ruolo istituzionale per essere sottoposto alla continua pressione della maggioranza.
La sospensiva del TAR rappresenta una significativa soddisfazione personale del Presidente Cirone, nonché affermazione dello stato di Diritto, e prova insindacabile dello stato di crisi della maggioranza consiliare. Il rischio di coloro che amministrano con superficialità e disinvoltura nei confronti di regolamenti, statuti, e protocolli è quello di arrecare anche danni morali. Il Presidente Cirone ha subito un pregiudizio grave in quanto nel giro di pochi giorni si è visto precluso da una carica rilevante nel Consiglio Comunale, se si considera il fatto che in un piccolo centro una tale notizia può mettere in serie difficoltà la carriera politica e creare disagi nei rapporti con gli altri.
Una buona amministrazione se vuole rispondere sempre con maggiore puntualità ai bisogni dei cittadini deve andare alla ricerca di un punto di vista diverso dal proprio, sviluppare la tendenza a un pensiero critico, integrare nel proprio pensiero quello altrui.
Nella proposta di revoca della maggioranza si legge che l'operato dell'esecutivo veniva continuamente screditato dal Presidente del Consiglio Comunale; ma questa è una valutazione politica che non ha nulla a che vedere con l'ufficio di presidenza. Inoltre il diritto di critica soprattutto nei confronti di organi e personaggi politici trova fondamento nella Costituzione. Qualora i membri dell'esecutivo si sentissero diffamati avrebbero dovuto percorrere altre strade per la tutela dei loro diritti.
E' condivisibile pensare di superare le disavventure amministrative per riflettere sul fatto che siamo un pò tutti vittime di un sistema che non riesce a rinnovarsi, a legittimarsi; un sistema che si sta accartocciando su se stesso. L'attuale amministrazione ha voluto combattere il vecchio sistema con le stesse armi ma non funziona perché sta distruggendo se stessa; è l'epilogo di un modo di fare politica che la società civile ormai sente lontano, inopportuno.
Non crea consenso una politica che prima di tutto non onora e difende le istituzioni, al contrario ne danneggia l'immagine con combattimenti interni aridi e inopportuni. Ci sono nell'attuale maggioranza persone che possono crescere in maniera significativa e persone che possono contribuire a costruire un'atmosfera di dialogo e di confronto positivo, ma è necessario abbandonare le aride dispute, e assumere con piena consapevolezza i ruoli amministrativi legittimati dalla giurisprudenza. Altrimenti bisogna dignitosamente mettersi da parte e capire che la politica del governare non appartiene a tutti.
Per fare il salto di qualità si deve superare la faziosità, il litigio, il conflitto personale, il pregiudizio. Recuperare l'imperativo Kantiano "tu devi! , fondamento della legge morale, l'unica salvezza per una società alla deriva.
Francesca D'Angelo Pdl
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