| Martorano fa chiarezza |
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| Società - Politica | ||||||||||||||||||||||
| Scritto da Moderatore | ||||||||||||||||||||||
| Martedì 08 Dicembre 2009 18:29 | ||||||||||||||||||||||
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Martorano fa chiarezza: «Nessuna intesa per poter giustificare la scelta» Il tira-e-molla è durato forse troppo e alla fine è stato lo stesso Attilio Martorano a mettere fine alle aspettative e alle voci che si rincorrevano sui tavoli della politica lucana. Lo fa con una lettera breve e rigorosa in cui chiude ogni spazio di ulteriore trattativa. L'ex numero uno di Confindustria sa bene che da tempo «molti mi considerano candidato alla presidenza della Regione per lo schieramento di centro destra ». Senza entrare nel "merito", «con questa parte politica, non c'è stata un'intesa tale da determinare l'inizio di un percorso comune». E «oggi, alla vigilia delle importanti scelte che le scadenze elettorali impongono, sento il dovere di chiarire, in modo inequivocabile, la mia indisponibilità ad assumere impegni in tal senso». Si allontana Martorano, si allontana dal centrodestra, ma, in generale, si allontana da quei tavoli su cui spiega non ha trovato sfogo la ricerca di «un approccio nuovo alla cosa pubblica». Erano le speranze che aveva riposto nell'avventura iniziata al servizio della "società civile". Erano trascorse poche settimane dalle dimissioni da Confindustria, era il 17 ottobre quando a una platea piuttosto gremita del Park Hotel di Potenza aveva spiegato che nella Basilicata «fanalino di coda della crescita dell'area più debole dell'intera Europa» si era cercato «di dire che tutto andava bene, che addirittura qualcuno stava tentando di esagerare nella rappresentazione della crisi». Per questo nasceva l'associazione Fare Basilicata, «per aprire un dibattito libero aveva detto nella società civile per arricchire il confronto con la politica». A cui aveva lanciato l'amo. Oggi, però, il passo indietro istituzionale. Resta in campo a livello "civico" promettendo rinnovato impegno con l'associazione. Ma proprio dal Pdl la replica immediata, una sponda (tardiva?) all'azione civile. Perché Fare Basilicata «era ed è uno dei soggetti con i quali il Pdl intendeva ed intende, al di la dei ruoli, costruire un progetto di alternativa al centrosinistra lucano», spiega una nota del coordinatore regionale del Pdl Guido Viceconte e del vice coordinatore vicario Egidio Digilio che suggella come unitaria questa posizione. Si tratta dell'orientamento «che ci guiderà per costruire alleanze e programmi». Ovvero, giurano, non rinunceranno al contributo. Sempre che Martorano sia ancora disposto a fornirlo. In fondo è proprio lo "schema antico" della politica che aveva cercato di smuovere al Park hotel. Senza riscontro, stando alla nota in cui ricorda il tentativo di dialogo «con diversi rappresentanti della politica regionale» incontrando, invece, «molti veti e molte difficoltà lungo il cammino, poche vere ambizioni al cambiamento capaci di aprire una nuova stagione di riforme». Sembra, però, che questa avventura stoppata sul crinale del centrodestra non abbia fatto naufragare l'intesa che Martorano ha con il commissario Asi e sindaco di Melfi del centrodestra, Ernesto Navazio. Ticket d'intenti e di modello. Anche su questo facile intuire un richiamo tra le righe di una «politica lucana che esprime diverse figure animate da grande spinta ideale e da altrettanta capacità e competenza. Sono persone spesso isolate e fuori da rigide logiche di schieramento, vissute più come minaccia che come opportunità». Ecco perché, ne è sicuro, «proprio da qui bisognerebbe ripartire».
[il quotidiano della basilicata. Lunedì 7 dicembre 2009. pagina 6]
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| Ultimo aggiornamento Martedì 08 Dicembre 2009 18:57 | ||||||||||||||||||||||



«Non sarò il candidato del Pdl»
